Archive for: September 2020

Natur und Legende: Die Geschichte des Mandelbaums 


 Laut einer antiken Legende ist der Mandelbaum die Frucht jener unglücklichen Liebe, in die Helden, Menschen und Götter verwickelt waren.  
Es wird erzählt, dass die thrakische Prinzessin Phyllis, /Demophon, den Sohn des Theseus, kennen lernt, als er auf seinem Weg nach Troja in Thrakien an Land ging. Die Prinzessin entbrannte in glühender Liebe für ihn. Demophon war jedoch gezwungen mit den Achaiern weiter zu ziehen. Als der Krieg zu Ende ging und die junge Prinzessin seit zehn Jahren vergebens auf die Rückkehr der siegreichen Schiffe ihres Geliebten harrte, gab sie sich aus Gram den Tod.  
Gerührt von dieser leidenschaftlichen Liebesgeschichte verwandelte Athena Phyllis in einen prachtvollen Mandelbaum. Demophon war jedoch nicht, wie von Phyllis geglaubt, verstorben und als er von Phyllis Umwandlung erfuhr, kehrte er zurück und umarmte den Baum. Der Mandelbaum bedeckte sich plötzlich mit Blüten anstelle von Blättern, um die Umarmung ihres Geliebten zu erwidern. Diese Umarmung ist seitdem vom Schicksal ausersehen, sich einmal jährlich zu wiederholen, wenn die Blüten des Mandelbaums den Frühling verkünden. 
Der Mythologie nach entstand der Mandelbaum auf diese traurige Weise. In der Antike verbreitete sich dieser Obstbaum in den Mittelmeerländern, Asien und Afrika. Nach Sizilien kam der Mandelbaum mit den Phöniziern und seine Verwendung verbreitete sich daraufhin in den griechischen Kolonien. Seine Früchte wurden vor allem zum Kochen verwendet, um besonders vorzügliche Süßspeisen herzustellen. Seit Beginn des Mittelalters wurden die Mandeln auch zu Mandelöl gepresst, um das teurere Olivenöl zu ersetzen. 
Es gibt zahlreiche Symbolisierungen der Mandel. Die meist verbreitete ist das traditionelle Sinnbild des Mittelalters. Die Mandel umgibt oft Christus oder die Jungfrau Maria als Symbol für die göttliche Natur, die im Inneren der menschlichen verborgen ist. Diese Versinnbildlichung ist auch in Gemälden der Renaissance häufig vertreten.  
 

Castelli in Germania: Hohenzollern

Castello di Hohenzollern

Paragonabile al castello di Neuschwanstein, considerato il Castello delle Fiabe per eccellenza, si trova non distante da Stoccarda, nel Land del Baden-Württemberg. Posto ad un’altezza di quasi 900 metri sul massiccio del Giura Svevo, con le sue torri e merli il Catello di Hohenzollern svetta maestoso sul territorio circostante.

Storia in breve

Nel 1819 fu l’allora principe ed erede al trono prussiano Friedrich Wilhelm IV a dedicere di dare nuova vita alla fortezza, ricostruendo le rovine lasciate dai suoi antenati. Prendendo spunto dall’architettura di epoca Medievale, specie il neogotico inglese e francese, il castello fu ricostruito nell’arco di quindici anni (dal 1852 al 1867). 

Da vedere

Nella Camera del Tesoro sono esposti i tesori dell’epoca, tra cui la corona dell’imperatore Wilhelm II. Le pareti della sala d’ingresso sono inoltre abbellite da un incantevole dipinto dell’albero genealogico della famiglia Hohenzollern, attraverso cui si possono ammirare i re prussiani, gli imperatori tedeschi e tutti i loro discendenti fino ai giorni nostri. All’interno delle sue 140 stanze, tutte visitabili, il castello ospita la splendida biblioteca affrescata, il salone blu, la camera da letto reale e la stanza della regina, con il suo soffitto dorato a cassettoni e pavimenti intarsiati.

Castelli in Germania

Paragonabile al castello di Neuschwanstein, considerato il Castello delle Fiabe per eccellenza, si trova non distante da Stoccarda, nel Land del Baden-Württemberg. Posto ad un’altezza di quasi 900 metri sul massiccio del Giura Svevo, con le sue torri e merli il Catello di Hohenzollern svetta maestoso sul territorio circostante. Storia in breve Nel 1819 fu l’allora principe ed erede al trono prussiano Friedrich Wilhelm IV a dedicere di dare nuova vita alla fortezza, ricostruendo le rovine lasciate dai suoi antenati. Prendendo spunto dall’architettura di epoca Medievale, specie il neogotico inglese e francese, il castello fu ricostruito nell’arco di quindici anni (dal 1852 al 1867). Da vedere Nella Camera del Tesoro sono esposti i tesori dell’epoca, tra cui la corona dell’imperatore Wilhelm II. Le pareti della sala d’ingresso sono inoltre abbellite da un incantevole dipinto dell’albero genealogico della famiglia Hohenzollern, attraverso cui si possono ammirare i re prussiani, gli imperatori tedeschi e tutti i loro discendenti fino ai giorni nostri. All’interno delle sue 140 stanze, tutte visitabili, il castello ospita la splendida biblioteca affrescata, il salone blu, la camera da letto reale e la stanza della regina, con il suo soffitto dorato a cassettoni e pavimenti intarsiati.

 

 

 

 

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